Sessuologia clinica

Sessuologia clinica

La dottoressa Cantafio e la dottoressa Nasello si occupano da anni di sessuologia clinica, in maniera simile per molti aspetti pur essendo la prima di approccio strategico e la seconda di approccio cognitivo-comportamentale. Ambedue considerano il sintomo sessuologico di natura sistemica, o per meglio dire bio-psico-sociale.

La sessualità è un sintomo per sua natura di coppia, prevede l’esistenza di un altro, che può essere un altro fantasticato, temuto, reale, oggettivizzato, soggettivizzato, ma esiste sempre, sia nella sessualità senza disagi sia in quella con disagi e quindi bisogna sempre analizzare il disagio inerente la sessualità da un punto di vista complesso e completo. La sessualità è in stretta interrelazione con i disturbi organici che possono esserne causa o conseguenza. Questo rende particolarmente complessa ed interessante la terapia stessa.

In sessuologia, infatti, la collaborazione con le figure mediche è particolarmente importante, non si può prescindere dall’opinione dell’andrologo, del ginecologo e dell’endocrinologo. Così come non si può trattare un argomento delicato come la sessuologia senza conoscere e rispettare la cultura di appartenzenza della persona che porta il disturbo, solo se si agisce in sintonia con le credenze relogiose o culturali che siano, della persona di può portare avanti una terapia sessuologica di successo ed accettabile dal portatore del sintomo. In terapia in generale ed in sessuologia in particolare il rispetto per la persona diventa fondamentale.

Approccio alla sessuologia clinica

La sessuologia clinica, nasce e si propone come terapia breve. Le sue origini sono complesse e molto discusse, parte da un modello dinamico della disfunzione sessuale, in sé lungo e dispendioso, per avvicinarsi sempre di più alle terapie comportamentali e sistemiche. I suoi rappresentanti più noti sono Masters e Johnson, due medici che hanno per primi studiato la fisiologia della risposta sessuale, ed H. Kaplan.

Questi autori mettono a punto delle mansioni, “compiti”, che la coppia deve svolgere a casa tra una seduta e l’altra. L’approccio sessuologico si avvicina quindi a modalità più comportamentali, ma risente ancora molto degli influssi della psicoanalisi freudiana.

Ad oggi le metodiche che si sono rivelate più efficaci ed efficienti sono quelle che concepiscono il disturbo sessuologico in un’ottica complessa, ovvero derivante da fattori psicologici, sistemici, sociali ed organici. Vengono quindi considerate esperienze relative alle dinamiche di coppia, conflitti di natura fobica o blocchi legati a fattori ansiosi e possibili effetti derivanti da stress di varia natura. Inoltre in ambito sessuologico non possiamo mai ignorare gli effetti derivanti da disturbi prettamente organici, che possono essere causa o conseguenza di disfunzioni sessuali.

I disturbi prettamente sessuologici come il disturbo dell’erezione, i disturbi dell’eiaculazione (precoce e ritardata o impossibile), i disturbi più propriamente femminili come l’anorgasmia, il vaginismo, oppure i comuni disturbi del desiderio, devono sempre essere considerati all’interno del contesto in cui esistono e si mantengono, isolarli implica fare un lavoro affatto completo e certamente difficile. L’uomo non è mai isolato, particolarmente nelle situazioni relazionali per definizione!