Approccio strategico con terapia breve

Approccio strategico con terapia breve

La dottoressa Cantafio, titolare dello studio, segue una logica costruttivista nell’approccio di terapia breve strategica. La terapia breve strategica segna i suoi primi passi nella prima metà del ‘900 con Milton Erikson, psichiatra diventato famoso per la sua eccellenza nell’induzione della trance ipnotica, che utilizzava in vari ambiti. Ma Erikson fu molto abile anche nel capire la stretta relazione esistente tra psicologico e biologico, questo gli permise di agire sui vari disturbi in maniera completa utilizzando il linguaggio suggestivo, di cui era maestro e che ancora oggi utilizziamo in psicoterapia.

Molto più recentemente un personaggio di enorme capacità comunicativa ha proseguito il suo lavoro, Paul Watzlawick, sotto lo stimolo dei suoi studi e di quelli di Weakland e del gruppo di lavoro dell’M.R.I. di Palo Alto, Giorgio Nardone mette a punto dei protocolli di lavoro per i vari disturbi d’ansia e non solo.

Il gruppo di terapia breve strategica di Giorgio Nardone vanta innumerevoli successi. L’idea di base è che i risultati di una buona terapia devono potersi vedere in tempi brevi, non in anni, la maggior parte delle terapia ha una durata inferiore alle 20 sedute, altre necessitano di tempi più lunghi ma lo sblocco della sintomatologia di prevede sempre che debba arrivare in tempi brevi.

Psicoterapia strategica

Il lavoro della psicoterapia strategica prevede una accurata osservazione delle modalità in cui i sintomi si manifestano, come si mantengono, dove si possono riscontrare eccezioni, poiché in una logica costruttivistica la realtà è sempre quella che percepisce ed a volte costruisce il soggetto. Ogni individuo mette in atto delle tentate soluzioni, ma spesso queste tentate soluzioni invece di risolvere finiscono con il creare e mantenere il sintomo. Quindi, queste ultime vengono messe immediatamente sotto osservazione al fine di essere modificate. Modificare le tentate soluzioni significa trasformarle da fallimentari a funzionali.

Ma forse la principale caratteristica della logica costruttivisti strategica è la centralità ed unicità del paziente, ovvero in questa logica non solo i sintomi acquisiscono il ruolo prioritario ma la teoria deve sempre adattarsi all’unicità del soggetto. Infatti il terapeuta deve adattare il trattamento alla specificità della persona e, deve comunicare utilizzando il linguaggio del paziente!

Quindi, evitando di avere schemi che risulterebbero delle prigioni per il pensiero, si costruiscono delle modalità lavorative di volta in volta nuove o comunque adattate alla persona che si ha davanti, aiutandola a risolvere disturbi d’ansia, fobie, depressioni, problematiche di coppia, disturbi sessuologici, disturbi dell’alimentazione e quanto d’altro viene portato in terapia dalla persona che chiede il nostro aiuto.